100 anni di Vico Magistretti: icona del design contemporaneo. Ripercorriamo in questo articolo le fasi del suo percorso nella progettazione e i vari prodotti disegnati per una moltitudine di brand e diventati celebri.

Per tutti Vico, Ludovico Magistretti (1920-2006) nasce a Milano in una famiglia che gravitava intorno al mondo dell’architettura: suo padre, Pier Giulio Magistretti, infatti, è stato una figura di rilievo partecipando alla progettazione dei palazzi gemelli dell’Arengario di piazza del Duomo.

Durante gli anni dell’università, Magistretti è stato fortemente influenzato da figure del calibro di Giò Ponti e Piero Portaluppi. Oltre ad essere stato uno dei massimi esponenti del Design made in Italy, Vico Magistretti è stato anche un eccellente urbanista: suoi sono i progetti delle case per i reduci d’Africa e la chiesa di Santa Maria nascente (1947 – 1955) all’interno del nuovo quartiere QT8 a Milano o il Quartiere Pirelli a Cinisello Balsamo (1958 – 1960).

I lavori più importanti vanno rintracciati sicuramente a cavallo degli anni ’50 e ’60, quando Vico contribuisce insieme ad altri personaggi della scena architettonica come Franco Albini e Ignazio Gardella alla rinascita di Milano dopo gli eventi bellici, con interventi decisamente avanguardistici per l’epoca, come la Torre al Parco in Via Revere, nei pressi di Parco Sempione, e il Palazzo per Uffici in Corso Europa in zona Duomo.

Sono gli anni in cui a Milano si respira il fervore e la voglia di lasciarsi il passato alle spalle attraverso l’affermazione di una nuova identità metropolitana, plasmando così quello che diventerà il Design Italiano, rappresentato da emergenti imprenditori quali Giuseppe Ostuni di Oluce, Maddalena De Padova, i fratelli Cassina ed Ernesto Gismondi di Artemide.

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Un padre indiscusso del Design Italiano, contraddistinto da un’ironia elegante e sofisticata, apprezzato nel Bel Paese ma anche oltre oceano: dopo gli anni Sessanta tanti suoi oggetti sono stati esposti nelle collezioni permanenti del MoMa di New York e del Victoria & Albert Museum di Londra.

I progetti di Magistretti per il design sono stati significativi per l’evoluzione dell’Italia del dopoguerra, diventati icone assolute e sempre attuali, sobri e caratterizzati da leggerezza.

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“Nel design ciò che conta è il concetto espresso con uno schizzo”

Vico Magistretti non ha mai fatto disegni tecnici, ma schizzi che esprimono l’idea abbozzati sul retro di una busta, sulla pagina di un giornale, sul biglietto della metropolitana.

Ecco le icone riconosciute in tutto il mondo firmate da Vico Magistretti

http://www.designindex.it/designer/design/vico-magistretti.html

Divano Maralunga, 1973 – Cassina

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“Con Maralunga – sono le parole di Vico Magistretti – ho inteso progettare un oggetto rappresentativo di tutta un’architettura d’interni di sapore familiare. Un posto caldo, confortevole, raccolto, dove sentirsi a proprio agio e ritrovare l’atmosfera delle vecchie, comode, protettive poltrone da lettura poste vicino al fuoco di un camino o di una finestra. Due posizioni, due possibilità d’uso, due occasioni per crearsi il proprio spazio all’interno di una stanza”.

Un cult del design, dalle forme rassicuranti in cui la possibilità di movimento dello schienale, l’aspetto soffice e l’imbottitura esaltano il comfort dando vita a molteplici interpretazioni. Il divano Maralunga fu subito percepito come un arredo di grande forza e impatto sul mercato internazionale.

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TESSUTO
PELLE

Libreria 114 Nuvola Rossa, 1977 – Cassina

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La libreria 114 Nuvola Rossa di Vico Magistretti è un inno alle linee semplici ed essenziali, risultato di un lungo processo di rielaborazone della classica libreria con fianchi e ripiani. Un prodotto che esprime invenzione costruttiva, in cui le diagonali di controventatura diventano soggetti portanti ed elemento di sostegno per i ripiani consentendo l’eliminazione dei fianchi. La sua struttura pieghevole, utilizzabile anche come divisorio, conferisce un ruolo centrale alle cerniere e sorregge sei ripiani. Il design è elegante e pulito in un perfetto gioco di forme che hanno reso 114 Nuvola Rossa un bestseller.

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Lampada Eclisse, 1965 – Artemide

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Emblema del design italiano nel mondo, la lampada Eclisse è stata disegnata nel 1965 e ha vinto il Compasso d’Oro nel 1967. Una riuscita progettazione tra funzionalità ed estetica: un perfetto equilibrio avanguardista tra forma e funzione, design e utilità.

Tavolo Vidun, 1987 – DePadova

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Vidun che in milanese significa grande vite, è il tratto caratterizzante del primo tavolo della collezione DePadova. La grande vite in legno è un capolavoro di incastri realizzato nel primo prototipo da Pierluigi Ghianda, maestro ebanista. In faggio naturale, bianco o nero, o colorata in accostamenti fissi: il viola con il turchese e il verde, il rosso con il giallo e il becco d’oca o in noce canaletto. Il piano è in vetro per non nascondere la base. Un pezzo scultoreo del design anni ’80.

“È sempre il dettaglio concettuale che attira l’attenzione della gente”

Lampada Atollo, 1977 – Oluce

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La lampada Atollo disegnata nel 1977 è un altro oggetto di Vico Magistretti che ha vinto il Compasso d’Oro nel 1979. Archetipo della lampada da tavolo, ha rivoluzionato l’idea dell’abat-jour nell’immaginario collettivo. Caratterizzata da forme geometriche quali cilindro, cono e semisfera, Atollo è un pezzo senza tempo del design, decorativo e funzionale allo stesso tempo. Un’icona assoluta ancora oggi molto apprezzata.

Sedia 905, 1964 – Cassina

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La sedia 905, disegnata nel 1964, è stata prodotta da Cassina fino al 2000. Oggi l’azienda riporta questo modello storico dagli archivi con alcune modifiche alle finiture e alla lavorazione, sempre nel pieno rispetto del progetto originale, in stretta collaborazione con la Fondazione Vico Magistretti. La sedia 905 ha gambe cilindriche, braccioli ad arco e materiali di pregio per evidenziare il suo aspetto elegante in tutta la sua semplicità. Un complemento dalla semplicità formale, che sintetizza il genio di Vico Magistretti e la massima espressione della falegnameria e del reparto cuoio di Cassina.